NOME: Andrea
Messaggio: don Lucio,
la tua scomparsa mi ha lasciato un vuoto enorme dentro al cuore; a distanza di più di tre mesi dal giorno in cui mi (ci) hai lasciato/i c’è qualcosa che in me fa fatica a funzionare, poichè solo tu riuscivi a farla andare..Tutti i giorni riuscivi a dirmi qualcosa che potesse farmi vivere la giornata con il sorriso sulle labbra e farmi dimenticare i numerosi dispiaceri della scuola..ma per fortuna c’eri tu che con la tua disponibilità mi facevi da maestro e mi accoglievi a braccia aperte in qualsiasi momento ne avessi bisogno.
Eri una risorsa preziosa per chiunque ti stesse a fianco, anche coloro che con te non avevano scambiato più di 4 parole.
Ogni cosa che mi dicevi mi faceva sentire orgoglioso di quello che ero; sapere che la stima e il bene che provavi nei miei confronti era qualcosa che nn riuscivo nemmeno ad immaginare ma mi dava tutte le mattine la carica per alzarmi dal letto e venire ad affrontare la scuola, ma soprattutto i professori, sapendo che poi ti avrei visto e tutto avrebbe preso un’altra piega grazie ai tuoi consigli..Se non ti avessi ascoltato potrei essere ancora a scuola non so in che condizioni, ma per fortuna in un modo o nell’altro sono riuscito a togliermi di torno tutti quelli che ci creavano problemi, visto che i miei problemi erano diventati anche tuoi, a dimostrazione del bene che mi volevi..
é grazie a te che ci siamo aviccinati, poichè avere un rapporto con un vice-preside così speciale quale eri tu non era cosa facile..Le prime volte che mi recavo nel tuo ufficio, ovviamente con qualcuno che ti conosceva meglio, non aprivo mai bocca perchè di te avevo paura. Non avevo proprio capito niente dalla vita; decisi così un giorno di presentarmi nel tuo ufficio da solo (che bello ricordare questi momenti!!!)..la tua accoglienza è stata la stessa che riservavi a quelli che conoscevi da molti anni..
Un abbraccio forte e affettuoso per cominciare e poi domande a raffica per conoscermi..volevi sapere tutto di me, tanto che ogni 15 domande tue, io riuscivo a malapena a fartene una! Spesso mi facevi le stesse domande tutti i giorni, non perchè non mi ascoltavi quando ti rispondevo, ma era un modo per sciogliermi e raccontarti piano piano tutto..era una confessione “non ufficiale”..più passava il tempo più il nostro rapporto era saldo, per me stavi diventando un secondo padre; ogni giorno sentivo la necessità di vederti, anche se per 2 minuti non mi importava poichè in pochissimo tempo riuscivi a darmi quelle energie che mi sarebbero servite per arrivare al giorno dopo e riceverne un’altra dose.
Ciò che però mi ricordo di più bello dell’unico anno che abbiamo passato così vicino erano i nostri incontri quotidiani fatti in “camuffa” durante le lezioni..se provassi a fare un calcolo dei caffè che abbiamo preso insieme in un anno scolastico diventerei scemo..Pazzesco!
Ogni mattina arrivavo a scuola con un muso da far spavento, però tu eri li sulla porta d’ingresso che appena mi vedevi mi prendevi per un braccio e come prima cosa mi chiedevi a che ora sarei venuto a trovarti per prenderci un caffè insieme e mettere un sorriso sulle labbra, perchè così non mi potevi vedere. Certe volte saltavo metà dell’ora di lezione pur di stare con te, ma ne valeva davvero la pena, perchè invece che cercare di imparare qualcosa su Leopardi, che non me ne poteva fregà de meno, uscivo e prendevo direzione tuo ufficio e li si che sapevo che di cose ne avrei imparate. In un anno mi hai dato migliaia di consigli, non sto ad immaginarmi negli anni successivi quanti altri ne avevi di pronti da darmi..
Nelle lezioni di religione finivi almeno 20 minuti prima e mi portavi via (insieme a Deppa) nel tuo ufficio per chiacchierare, sapere nuovi sviluppi scolastici e sparlare un po’ dei prof, cosa in cui riuscivamo molto bene!!
Ogni giorno però so che da lassù mi guardi, anzi ci guardi, e proteggi ognuno di noi come avresti fatto se tu fossi ancora qui e nei momenti di crisi prendo la tua foto, l’unica cosa che ho purtroppo, e incomincio a raccontare tutto quello che avrei voluto dirti nel tuo ufficio.
Ora a Scuola non ci torno più perchè non ne ho motivo (salutare i prof sarà bello ma a me stimola davvero poco), già il fatto di non vedere la tua mitica Punto Sporting parcheggiata nello stesso posto di fronte al tuo ufficio mi fa retrocedere; chissà poi chi ci hanno messo li al posto tuo.. magari un giorno ci tornerò, consapevole che anche se non ci sei qualcosa di te è rimasto e mai potrà anadarsene.
Grazie per tutte quelle cose che mi hai trasmesso o che perlomeno hai cercato di ficcarmi in testa (come dicevi tu) e per quell’esempio di persona da imitare che sei stato e che sempre rimarrai.
Dimenticarti è impossibile,
GRAZIE DON LUCIO
il “Gallino”
Data: 1 Aprile 2006 – 18:10
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NOME: Andrea Stagni
Messaggio: Ho vissuto in via S. Stefano per 17 anni. Non c’era pomeriggio in cui non ci trovassimo in piazzetta per una partitella di calcio, e don Lucio spesso passando si fermava qualche minuto a guardarci e a scambiare due chiacchiere.
Questo accadeva quando c’era ancora il sagrato con le colonne, e la piazza era ancora la “nostra” piazza.
Per un certo periodo servii messa – sempre in Santo Stefano -, e don Lucio che sapeva della mia passione per la musica un bel giorno si alzò dall’organo e mi chiese di suonare. La chiesa era deserta, e quell’arnese era decisamente troppo grande per me. Glielo dissi che non me la sentivo.
Mi ha sorriso
Andrea
Data: 1 Aprile 2006 – 15:10
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NOME: gianluca
Messaggio: Ricordo il tuo sorriso, fin dal primo giorno di scuola. Pronto a rasserenare tutti noi che cominciavamo quell’avventura. Poi ci sei sempre stato vicino nell’avventura della vita, con discrezione, ma sempre pronto a darci una mano. Avrei voluto che fossi tu a sposarmi e a battezzare mio figlio. E mancato un soffio. Tu lo sapevi già quella sera che sarei diventato papà, me lo dicesti sorridendo. Io l’ho scoperto solo pochi giorni dopo. Sarai sempre un grande amico dentro al mio cuore. Ti aspetto il giorno del mio matrimonio e al battesimo del piccolo. Ti abbraccio. Gianluca e Mary.
Cellulare (non pubblicato): 3472618309
Professione (non pubblicato): artigiano
Data: 1 Aprile 2006 – 12:52
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NOME: benassi gian luca
Messaggio: una parola solo…solo una per dire tutto quello che sei stato e che hai fatto per me e la mia famiglia . GRAZIE LUCIO.con il cuore in mano GRAZIE!!
ciao
Data: 30 Marzo 2006 – 15:14
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NOME: Jonathan
Messaggio: Sono uno degli ultimi alunni di Don LUcio essendomi diplomto a luglio 2005.
Lo ricordo bene quando ci portò in gita x un giorno a venezia.
Visto che ero l’unico con una guida mi fece fare da pseudo-cicerone ai monumenti della città e fra una sosta ed un’altra io e lui parlammo di religione.
E qui mi sconvolsi……
Io che sono ateo al 100% mi potevo aspettare tutto da un prete tranne che l’ascolto.
Non cercò di farmi cambiare idea, di farmi sentire in colpa o chissa che altro ma mi fece solo domande per capire quello che pensavo veramente sull’argomento!
Era un misto tra severità e comprensione!
Un giorno dell’estate appena passata che venne giù un’acquazzone tremendo e io ero di pomeriggio all’uscita da scuola a piedi senza un ombrello non esitò ad accompagnarmi a casa e nel tragitto si informò su come stava mio padre anche lui ex-tanarino!
Lo ricorderò per sempre come un grande maestro di vita!
Data: 27 Marzo 2006 – 00:50
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NOME: Ramponi Massimiliano
Data: 12 Marzo 2006 – 14:04
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NOME: enzo righini
Messaggio: Non avrei mai pensato di poter scrivere qualcosa di un insegnante scomparso, ma un amico mi ha mandato il link e ripensando ai primi anni ‘80 e al mio periodo scolastico mi fa davvero piacere ricordare Don Lucio, la cui figura è molto nitida di tanti prof che vedevo ogni giorno.
Lucio era + che un insegnante. Con lui era possibile avere un rapporto informale, addirittura gli davo del tu, cosa che non mi sognavo di fare con gli altri professori. Ma non per mancanza di rispetto, lui sembrava preferire così
Per qualsiasi cosa era sempre disponibile, mai lasciando trasparire traccia di nervosismo.
Anche quando ero in torto, avevo bisogno di entrare in ritardo o di uscire prima, non mi ha mai sollevato obiezioni, penso ora, confidando nel mio senso di responsabilità.
L’ho risentito talvolta negli anni, per motivi di lavoro. Quando ho saputo che era mancato il dolore è stato molto più intenso di quanto avrei immaginato.
Data: 5 Marzo 2006 – 19:17