NOME: Degiovannini Nicola
Messaggio: Sei sempre stato con me, nei momenti belli, nei momenti tristi, quando non avevo la forza di guardare il nuovo giorno, durante i momenti più amari e quando guardando avanti non vedevo che una strada in salita che era dura da percorrere.
Ma tu c’eri, eri vicino a me ed in me hai sempre creduto. Sei stato con me in tutti i momenti veramente importanti della vita.
Hai prestato l’ultimo omaggio a mio padre, non più tardi di un un mese prima rispetto alla tua dipartita.
Mi manchi tremendamente.
Rivedo il tuo sorrido e sento il tuo calore ogni mattina, quando guardo il sole e ti sento con me, prepotentemente.
Mi ha avvolto con il tuo amore ed io non ti dimenticherò mai.
Mi manchi immensamente anche se sei e sarai sempre la mia stella della sera ed il mio sole del mattino.
Con immenso amore.
Nick
Data: 10 Febbraio 2006 – 21:45
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NOME: Gino DEGLI ESPOSTI
Messaggio: Ciao a tutti,
sono un ex tanarino diplomato nel 1978 ed ho l’onore di essere fra quelli che stanno organizzando qualcosa per ricordare l’indimenticabile Lucio.
Lucio è stato mio insegnante di religione in prima e da allora ci siamo sempre fraquentati.
L’appuntamento fisso era alla Domenica alle 8.30 dalle suore di via S.Stefano e dopo la Messa andavamo a fare colazione insieme, quattro chiacchiere e…via perchè alla Domenica doveva celebrare una quantità industriale si Messe poi c’era la partita del Bologna, spesso qualche Battesimo, Matrimonio, ecc., insomma la vitalità in persona.
La sua scomparsa mi ha fatto ritrovare amici che non rivedevo da diversi lustri e mi ha fatto conoscere suoi amici che non conoscevo; un piccolo miracolo di un grande uomo di relazioni.
L’emozione non mi permette di essere pienamente “connesso”, volevo solo dirgli che sono arrabbiatissimo per averlo perso, si proprio così, mi è stato rubato qualcosa di troppo importante per me e per la mia famiglia.
Ciao Lucio, ti riscriverò presto. Ti piangiamo. Gino, Emanuela, Martina, Marianna e la piccola Maria Ludovica che non sei riuscito a battezzare.
Data: 9 Febbraio 2006 – 19:02
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NOME: MARISE GALLO
Messaggio: Lavoro presso l’Ist.”Manfredi-Tanari” come impiegata. Ho lavorato a stretto contatto con Lucio per aiutare i ragazzi dell’Istituto nell’esecuzione degli atti amministrativi, e non solo.
Insieme abbiamo fatto tanto.
Don Lucio per me ha fatto veramente molto: mi ha aiutato nei momenti in cui facevo fatica ad andare avanti. Lui era sempre presente e disponibile.
Ma, i momenti più belli che mi ha regalato, sono stati quelli in cui mi permetteva e mi chiedeva di stargli vicino per i suoi momenti di preoccupazione.
Lui mi faceva sentire importante.
La mattina, quando arrivo a scuola, uso ancora guardare verso la finestra del suo ufficio, come una volta, a verificare la sua presenza in Istituto per organizzare il lavoro giornaliero;
ma, il cuore si gela e subito il pensiero mi conferma che non c’è più.
Penso a quando lo trovavo nell’ingresso ad aspettare i ragazzi e tutti noi; con i suoi occhi sorridenti, con le sue battute pronte e scherzose: un buon giorno meraviglioso!
Penso che non Lo rivedrò più per adesso, ma Lui è vivo dentro di me. Avverto la sua presenza, Lo vedo mentre cammina, svelto, nel lungo corridoio che porta al suo ex ufficio. Sento ancora la sua voce…e sarà così per sempre.
Hai lasciato un grande vuoto e tanta solitudine a noi tutti, ma, guardando la tua foto, il tuo sorriso ci trasmette tanta positività e speranza.
Spero un giorno di incontrarti, Lucio, e chissa, forse, lavoreremo ancora insieme per aiutare il nostro prossimo.
Non basta un grazie per tutto quello che mi hai dato. Con infinito affetto.
Maris (come tu mi chiamavi)
Ho voluto condividere questo con voi che avete avuto la fortuna di incontrarLo e se ci saranno iniziative, vi prego cortesemente di chiamarmi, Grazie
Data: 9 Febbraio 2006 – 14:52
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NOME: roberto benedetti
Messaggio: non ho avuto la fortuna di frequentare Lucio dopo il Tanari, e leggendo nel sito mi rendo conto di aver perso molto, per il momento preferisco non aggiungere altro e continuare a frequentare il sito , complimenti e’ una bellissima cosa.
quanto l’ho fatto arrabbiare a scuola !
Ciao Lucio e grazie della pazienza che hai avuto
Roberto (benedoch)
Data: 9 Febbraio 2006 – 11:43
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NOME: Emanuele Preda
Messaggio: Ho appena attivato il sito, e ho riletto gli altri 9 contributi arrivati finora via mail, ed è venuta voglia anche a me di scrivere qualcosa.
Mi sono diplomato nel ‘93. Allora avevamo un rapporto molto più stretto (dopo invece lo andavo a trovare una volta all’anno, circa).
Una volta mi ha fermato per i corridoi e mi ha detto, guardandomi dritto negli occhi con quegli occhi scuri: “perchè non fai il rappresentante d’Istituto?”
Era l’ultima cosa alla quale avevo pensato. Io rappresentante d’Istituto? Ma se non avevo mai fatto neanche il rappresentante di classe!
Ma lui credeva che potessi farlo, lo aveva chiesto proprio a me.
Allora mi sono candidato e mi hanno eletto (cosa molto semplice, perchè c’erano pochissimi candidati). Quell’esperienza mi è servita, mi ha responsabilizzato, mi ha permesso di incominciare a capire che i problemi vanno sempre guardati mettendosi da tutte le parti, non solo dalla propria parte. …questo, i nostri rissosi politici, dovrebbero capirlo meglio!!
Dopo qualche mese, mi sbatte in testa un giornalino scolastico: “questo è il giornalino del Fermi, come mai noi non ce l’abbiamo?”. L’epilogo è lo stesso: dopo qualche mese ho fondato il giornalino della scuola, “Tanari24ore”.
Anche questa è stata un’esperienza molto formativa, che a torto alcuni prof etichettavano “extra-scolastica”.
Sono due episodi che hanno significato molto, nella mia crescita, e hanno probabilmente lasciato una traccia che dura ancora oggi. Lucio ha visto, e mi ha aiutato a scoprire, alcuni lati del mio carattere (l’imprenditorialità, soprattutto) che non conoscevo neanch’io: ero abbastanza timido e introverso, e i rapporti sociali mi risultavano abbastanza difficili.
La cosa buffa è che l’anno dopo, che era il quint’anno, mi disse “tu quest’anno non ti candidi più come rappresentante”. Non aveva ovviamente alcun potere per dire una cosa del genere. Ho provato a opporgli un po’ di resistenza, ma… alla fine gli ho obbedito.
Alla fine gli obbedivi.
E non è (soltanto) che lui non mi volesse in Consiglio d’Istituto (beh, ero un po’ un rompiscatole effettivamente…). Il motivo principale è che voleva che non avessi troppe distrazioni in vista della maturità, perchè aveva notato che tendevo a mettere gli impegni extrascolastici davanti a quelli scolastici.
Le cose te le diceva in quel modo lì. Sorridente, diretto, ma assertivo. E tu cedevi, gliela dovevi dare vinta. Perchè sentivi, anche se non l’avevi ancora capito, che quella che lui ti “consigliava” era la cosa giusta. E non te ne saresti pentito.
Come ti ho già detto al microfono in Chiesa, Lucio ci teneva alle persone. Ti invitava nel suo ufficio e ti chiedeva di te, ti chiedeva se eri felice, come andava in famiglia. Una specie di “confessione”, utile soprattutto per chi non era credente: di essere ascoltati ne hanno sempre bisogno tutti. Poi si instaurava ovviamente una specie di complicità, e questo in certi poteva anche creare delle tensioni con il corpo docente. Era automatico, quindi, che girassero voci strane: ovviamente chi non era “del giro” non riusciva a capire perchè c’era tutto questo viavai intorno all’ufficio di Lucio. Anche io ho ricevuto accuse da alcuni compagni di classe di essere un “raccomandato”, anche se non era affatto così. Non so se qualcuno abbia beneficiato di “aiutini” a fine anno. Io sono convinto che lui si interessasse di tutti, anche di quelli che non conosceva direttamente o che non erano mai stati in ufficio da lui (o ci sono stati tutti, almeno una volta??). E di ognuno si chiedesse “cos’è la cosa migliore per LUI?”.
Ovviamente non erano tutti “del giro”, sarebbe stato impossibile, ai tempi d’oro il Tanari aveva 1300 studenti in un anno! Doveva ovviamente fare delle scelte. Su che base scegliesse non si può sapere, ma io credo cercasse di avvicinare quelli che facevano fuga, o che avevano un rapporto conflittuale con la scuola, o chi aveva più bisogno di chiacchierare, di problemi famigliari o nel profitto scolastico.
Un’altro esempio dell’attenzione che aveva per le persone è che quando ti mandava a chiamare, beccava proprio le ore che pesavano di più. Tipo due ore attaccate di tecnica, o il giorno di interrogazioni a sorpresa. Gli orari ce li aveva tutti, ma aveva scelto te, e tu ti sentivi al centro della sua attenzione quando appena arrivato nel suo ufficio ti diceva “Pace oggi interrogava, eh?”. E poi ti faceva lui il terzo grado.
La maggior parte erano uomini, e su questo ci sono state sempre varie malignità, soprattutto fatte dalle donne, che erano, secondo me, comprensibilmente invidiose. I motivi di questa maggioranza maschile credo fossero vari: probabilmente la fuga, soprattutto anni fa, era principalmente una cosa da maschi. Poi probabilmente aveva più feeling a chiacchierare con i ragazzi. E comunque, se ci fosse stata una maggioranza di donne, la gente avrebbe malignato su questo.
La mamma degli invidiosi è sempre incinta
C’era un viavai continuo di ex studenti che passavano a trovarlo. E per “continuo” intendo proprio in senso letterale: tutti i giorni, a tutte le ore, c’era qualcuno che passava. Posso affermare di non aver mai chiacchierato con lui senza essere stato interrotto da qualcuno che passava a salutarlo.
Se così tante persone passavano a salutarlo dopo aver finito gli studi, qualcosa significava, no? Ricordo che questo era un pensiero che avevo sin d’allora.
Dare un giudizio a questo “metodo educativo” non è facile né univoco. Credo però sia inoppugnabile che fosse un metodo educativo.
Un nipote di Lucio mi ha scritto: “Se ti stai chiedendo come mai nn so’ gia’ questa cose essendo lui mio zio………. beh la domanda é lecita…. purtroppo nn abbiamo mai avuto, io cosi’ come altri miei parenti, uno stretto contatto.”
Non so perchè, ma… lo supponevo. E questo secondo me conferma il fatto che lui era assorbito dalla sua “missione”. Sicuramente si divertiva anche un mondo. Ma credo si stancasse anche parecchio: a fine giornata, di energie per i parenti, e forse anche per i confratelli monaci, credo ne rimanessero poche.
Per questo motivo non mi stupirei se venissi a sapere che alcuni parenti e/o confratelli avessero una cattiva considerazione di lui, o un rapporto conflittuale… “nemo profeta in patria”!
Se è così, anche solo in parte, spero che questi contributi servano anche a loro per comprendere meglio chi era Lucio e il bene che ha seminato.
Ciao a tutti, e …Grazie Lucio!!
Emanuele
Data: 7 Febbraio 2006 – 20:36